— Fondazione Studio Marangoni, Strade del reportage, a cura di Silvia Marilli e Roberta Valtorta, Firenze 1992
— Rencontres internationales de la Photographie Arles (France), Galerie d’Essai, Arles 1995 — Lauréat 1995
— Fotografie in collezione della GAM di Modena.
— La vita delle forme, Fotografie, disegni e grafiche da Picasso a Warhol. A cura di Walter Guadagnini e Silvia Ferrari, dal 19 settembre al 9 novembre 2003. Galleria Civica, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, Modena.
— Immagini in movimento, Modena per la fotografia, a cura di Filippo Maggia, 1996 — Premio Portfolio
Meteo fotografia — testo di Franco Vaccari
E’ questa la seconda edizione del Concorso nazionale di Fotografia “Portfolio – immagini in movimento” ed è già possibile notare una valenza del suo titolo che probabilmente non era presente al momento della sua concezione.
Il centro organizzativo del concorso rappresenta infatti un punto di osservazione delle linee di tendenza della ricerca fotografica e del loro evolversi. Da qui, come da un satellite meteorologico geostazionario lo sguardo può abbracciare in tempo reale un orizzonte abbastanza vasto da “fotografare” non solo la situazione allo stato presente, ma di coglierne anche la dinamica.
il dato che subito si offre all’osservazione è la crescita geometrica dei partecipanti, nonostante la diffusione del bando di concorso sia avvnuta entro ambiti molto settoriali. Il secondo dato è la rinnovata presenza della quasi totalità dei più qualificati partecipanti all’edizione precedente. E’ qui c’è stata quella sorpresa che ha fatto assumere al sottotitolo “immagini in movimento” un significato più ampio di quello previsto: gli “affezionati” al concorso nonostante la giå sofisticata qualità formale delle opere precedenti, si sono presentati in questa nuova edizione in modi inaspettati, al limite della riconoscibilità.
Questo fatto va ben al di là dei singoli, per diventare un segno, o meglio, un segnale del nostro tempo.
Si avverte la presenza di un’inquietudine che investe la percezione visiva che non riesce a placarsi, a trovar pace, in un unico sistema percettivo. Lo sguardo di questi, che possono essere definiti dei professionisti del guardare, é uno sguardo agitato, uno sguardo “bulimico” che testimonia di una difficoltà a bloccare l’oggetto in un’immagine appagante.
I rapidissimi cambiamenti di registro e di codice rappresentano una strategia per fronteggiare l’inafferrabilità di cose e situazioni.
Siamo ben lontani dall’ottica neorealista, l’ultima, che in mondo ingenuo, ha creduto ad una trasparenza del mondo ad una sua leggibilità. Allora si pensava che i problemi fossero tutti all’esterno; oggi siamo diventati sospettosi nei confronti delle nostre stesse percezioni, non ci fidiamo poi dei nostri sensi perché, fra l’altro li avvertiamo come inadeguati a rendere conto della complessità del reale.
Dall’epoca neorealista – che rappresenta lo nostra più autentica tradizione – tutto si è andato poi opacizzando come se fosse troppo lontano o troppo vicino.
C’è qualcosa di commovente nel modo con cui i giovani, in particolare, continuano a cercare di afferrare con la fotografia un mondo sempre più sfuggente.
Fanno venire in mente quegli irriducibili ottimisti che di domenica, in attillatissime tute multicolori, attraversano pedalando un paesaggio diventato astratto e oscuramente pericoloso.
E’ molto interessante la formula del concorso che chiede ai partecipanti di motivare i loro lavori. Anche il fatto di fare accompagnare le immagini con uno scritto è la spia del bisogno di integrarsi dati sensoriali con elementi più concettuali per realizzare una condizioni di sinergia conoscitiva.
Coratteristico della tendenza a fondere elementi che fino a poco tempo fa venivano tenuti accuratamente distinti,
…Di grande efficacia visiva è il lavoro di Sandro Scalia “l’occhio insolente” dove la potenza delle immagini si coniuga con la sicurezza con cui viene padroneggiata una tecnica insolita. Il coinvolgimento fisico, che abbiamo visto essere praticamente una costante dei lavori presentati, quì si masifesta nella sapienza artigianale che deve essere stata necessaria per realizzare simili stampe…









